venerdì 27 luglio 2012

"Ti dico che questi Nosferatu non hanno niente a che vedere con i vampiri..."

Salve a tutti, indagatori del futuro! Un caloroso saluto dal vostro affezionato Maestro Thunderbolt! Che dite? E' un nome troppo lungo da pronunciare? Avete ragione! Suvvia, non siate così formali! siamo tra amici, qui! Potete chiamarmi semplicemente Maestro.
Dunque, il risultato del precedente sondaggio è stato il seguente:


SOLUZIONE 1: 7 voti


SOLUZIONE 2: 2 voti


SOLUZIONE 3: 0 voti


Beh, a quanto pare nessuno di voi nutriva serie aspettative riguardo le capacità oratorie di Odetta (o forse pensavate che Thorm non l'avrebbe ascoltata per via dei suoi peccatucci di gioventù, eh?). Ad ogni modo solo uno di voi ha puntato sulla forza bruta della povera serva, mentre la maggioranza si è espressa per il tradizionale e rischiosissimo metodo del "fingersi legati". Funzionerà? Al post l'ardua sentenza!


Odetta afferra Cleofelia per un braccio e la trascina verso la parete. 
- Presto, principessa! - sibila - Dobbiamo legarci nuovamente, se il Conte ci trova libere ci userà per l'aperitivo di stasera!
Cleofelia si lascia rimettere i ceppi ai polsi e sussulta un poco quando sente la serratura scattare.
- Un momento, Odetta... non dovremmo fare solo finta di legarci?
- Normalmente sì, milady, ma in questo caso credo che per voi sia più sicuro essere realmente immobilizzata, possibilmente mani e piedi. Oh, e servirebbe anche un bavaglio. - fa una breve pausa - Soprattutto il bavaglio. Ma non importa, faremo senza. E ora chiudete gli occhi e dormite!
- Ma non ho sonno! - protesta debolmente la giovinetta.
- Potrei provocarvelo io, se solo avessi una spranga qui con me. - commenta la serva, materna. - Ovviamente intendevo fate finta di dormire.
- Parli sempre più strano, Odetta.
- E' la tensione. E ora silenzio! Arriva!
Odetta si sistema in modo che le polsiere dei ceppi sembrino chiuse e si rannicchia in modo che se ci dovesse essere bisogno di scattare in piedi sia possibile farlo in un battito di ciglia. Il suo avversario è un vampiro e lei non ha mai affrontato niente di simile, neppure quando bazzicava i bassifondi di Mercurium. E senza un'arma decente, tipo un paletto di frassino, una collana d'aglio o un simbolo sacro non avrebbe speranze in un combattimento diretto.
Socchiude gli occhi e inizia a scrutare la porta, mentre i passi si fanno sempre più vicini. D'un tratto cessano del tutto e la serva intravede una figura scura davanti alla feritoia della loro cella. Sta guardando all'interno. Odetta s'immobilizza e si compiace di notare come, almeno per una volta, Cleofelia le sta dando retta. Immobile e pacifica, la principessa giace accanto a lei, simulando un sonno profondo.
D'un tratto ode la chiave girare a fatica nella toppa arrugginita, il forte rumore di uno scatto e poi l'agghiacciante cigolio dei cardini. La figura si muove lentamente, cercando di non fare rumore. Nella sua mente Odetta maledice i vampiri e la loro viltà. Al Conte non bastava catturare e picchiare due fanciulle indifese, ora vuole anche assalirle nel sonno, come un predatore notturno! Odetta stringe i denti, mentre avverte la presenza torreggiare su di lei. Non farà la fine di sua nonna senza lottare. Se quel bastardo oserà toccarla si difenderà, seppur conscia di non avere speranze.
All'improvviso avverte il tocco di un guanto sulla sua gola e una leggera pressione. E' il momento.
Con un urlo degno dei Nomadi del Nord, Odetta scatta in piedi, spinge via l'uomo, prende la rincorsa sollevando il piede e gli assesta il più violento calcio nei testicoli che la storia ricordi.
L'uomo grugnisce per il dolore e si raccoglie in posizione fetale, imprecando e... un momento, quelle non sono imprecazioni, sono le Odi di Thorm!
- Déi, cosa ho fatto! - sussulta la serva, riconoscendo nell'abbigliamento dell'uomo quello degli Inquisitori Erranti.
Il nuovo arrivato, sulla cinquantina e dai tratti spigolosi e marcati, porta un cappellaccio a tesa larga e abiti scuri di cuoio rinforzato, coperti da un soprabito nero e dall'aria lugubre. Porta al collo un simbolo di Thorm e una bandoliera piena zeppa di piccoli paletti di frassino acuminati e boccette di vetro colme d'acqua. Alla cintola porta due spade e sulla schiena una balestra. Che, tra le altre cose, deve avergli fatto un male cane all'impatto con il suolo.
- Perdonatemi, messere! - s'affretta a scusarsi Odetta - Io... pensavo foste il Conte!
Paonazzo in volto, l'uomo solleva una mano per dire che va tutto bene, anche se dall'impressione generale sembra stia provando una marea di dolore. Odetta non può nemmeno immaginare quanto, così come qualunque altra ragazza, del resto.
- Milady, non serve più fingere! Il pericolo è scampato, vedete? Sono venuti a salvarci! - sibila Odetta, felice.
La principessa non si muove, forse non ha udito. Odetta solleva un sopracciglio, perplessa. Non vuole crederci, ma conoscendo Cleofelia non si può mai dire. Abbandonando per un istante il capezzale dell'Inquisitore, cosicché possa lentamente riacquistare la propria dignità di uomo, Odetta si avvicina ala compagna di sventure e le solleva il polso. Poi lo lascia cadere a piombo.
- Principessa! - le grida nell'orecchio.
Cleofelia scatta in piedi, terrorizzata, aggiustandosi le pieghe del vestito. - Sì professore, mi scusi! non succederà mai più, glielo prometto! sono andata a dormire tardi e... uhm... Odetta? - si guarda intorno, confusa - Chi è quell'uomo dolorante? E dove siamo?
Odetta sospira, incredula. - Ricordate? Conte... vampiri... botte... segrete...? E' facile.
- Oh, è vero! - annuisce l'altra, sollevando un indice.
Recitando in ordine alfabetico tutte le imprecazioni che ricorda, Odetta utilizza nuovamente la forcina per liberare la fanciulla, poi insieme aiutano l'Inquisitore a rialzarsi.
- Perdonatemi ancora, mastro Inquisitore! Se solo avessi saputo... ma avevo paura! - si scusò nuovamente Odetta.
- Inver lo terrore fu reciproco, mia cara. S'io non avea recato meco l'adamantin sospensorio, or sarei tosto in lo paradiso a duettar con l'angeli! L'angeli fanciulli, ahimé! - mormorò l'uomo, togliendosi il cappello e facendo un inchino dolorante. - Perdonate se ho avuto l'ardire di palparvi il collo, mia signora, ma dovevo esser certo che la bestia non si fosse già nutrita di voi. Lo nome mio è Reinhardt Augustus Totenheinz von Braun, di Thorm Inquisitore, da sempre persecutor di bestie et anime irrequiete. Al vostro servizio.
- Ma come parla questo? - commenta Cleofelia con una smorfia - E' un qualche dialetto locale?
- No, gli Inquisitori parlano tutti così, milady. - spiega Odetta con un gesto della mano. - Ma come avete fatto a trovarci, messere? Avete seguito la carrozza?
- Così è, invero. - annuì l'uomo - Ho dedicato l'intera mia vita alla caccia del nosferatu! L'immonda bestia che s'asconde in codesto diroccato maniero è finalmente uscita allo scoperto!
- Cos'è un nosfi... nosfe.. tor... - balbettò la principessa, accigliandosi.
- Un nosferatu, milady. E' uno dei nomi tradizionali dei vampiri.
Cleofelia ridacchia, guardando Odetta e Von Braun come fossero due poveri ignoranti. - Nosferatu? Scusate, ma questa proprio non la bevo. Non ho mai letto questo nome da nessuna parte, siete sicuri di non esservelo inventato?
Von Braun fa tanto d'occhi e si sporge verso di lei con aria ammonitrice, spingendo Cleofelia ad indietreggiare di un passo. - Il nosferatu è una creatura maligna e indegna del paradiso! - sibila - Egli cammina tra gli uomini, un lupo travestito da agnello, signore tra i predatori, non-morto inviso al cielo! Lo suo giaciglio è terra sconsacrata, lo solo esister suo è offesa a Thorm, a eterna dannazione conduce lo morso della bestia! Ingannatore, profanator di innocenti, mostro abominevole! Se lo conosci lo eviti!
Cleofelia solleva un sopracciglio, perplessa, poi scuote la testa e solleva un dito. - Mi scusi, sa, cioè... non è che io voglia insegnarle il mestiere, sia ben chiaro. Ma credo che lei faccia un po' di confusione. I vampiri non sono affatto così.
- Sono creature maledette!
- Oh, siiii. E sono fighi da far paura! - sospira lei, sognante.
Odetta si massaggia stancamente gli occhi, poi riporta l'attenzione dell'Inquisitore su di sé, prima che l'uomo prenoti un bel rogo per la principessa eretica con la passione per i teenager emofagi.
- Meglio rimandare a dopo le disquisizioni erotico-filosofiche. Il Conte e la sua diabolica cugina potrebbero essere qui a momenti. Da dove siete entrato mastro Von Braun?
- V'è una finestra al piano di sopra, m'inerpicai da lì. Klaus, lo mio giovane scudiero attende lo nostro ritorno, magicamente celato agli occhi malvagi dei guardiani di codesto maniero. Corriamo, lo nosferatu ha in mente di perpetrar qualche oscuro sortilegio, per lo quale necessita dello sangue di una vergine!
Odetta sospira di sollievo. Grazie al cielo è nettamente fuori pericolo. Però la principessa...
Sentendosi gli occhi di tutti addosso, Cleofelia scuote la testa e alza le mani per schermirsi. - Oh, non guardate me. Io sono Gemelli ascendente Leone. Non c'è compatibilità. Se vuole una Vergine vuol dire che è un segno d'aria e quindi non ci sarà mai intesa tra noi. 
Von Braun guarda la principessa, poi sposta lo sguardo su Odetta, che fa spallucce. Lui guarda nuovamente Cleofelia, poi afferra le mani di Odetta e le stringe con comprensione. - La vostra forza d'animo è sorprendente, mia signora. 
- Non tanto quanto credete, mastro Inquisitore. - sospira la serva - Non tanto quanto credete. E ora fuggiamo di qui! Vorrei liberarmi al più presto almeno di questo posto e delle gentaglia che lo frequenta.
Le due dame escono dalla cella e seguono Von Braun lungo un corridoio fiocamente illuminato dalla luce delle torce. Al posto di guardia trovano uno scheletro annerito con un paletto di frassino piantato tra le costole.
- Opera vostra? - commenta Odetta, arricciando il naso.
Von Braun getta un'occhiata torva al servo vampirico deceduto e mima un gesto protettivo con una mano.
- Invero lo è. - dice - Il maniero non è ben sorvegliato, ma potremmo ancora incontrar qualche servo del maligno! In guardia!
Cleofelia passa vicino al cadavere e scuote la testa, disgustata. - Certo che in fatto di arredamento questo Conte lascia proprio a desiderare...
Abbandonano le segrete salendo una rampa di scale e si trovano in un corridoio illuminato dalla luce del sole che filtra attraverso le assi sfondate di una finestra, in fondo.
- Anche quel foro è opera vostra? 
- Lo è, mia signora. Se fossi giunto con le tenebre non avrei avuto speranze, ma con il glorioso occhio di Thorm splendente nel cielo i nosferatu sono precipitati nel loro sonno malefico, sepolti nelle bare maledette, giù nei sotterranei. Solo alcuni dei loro abominevoli servi deambulano ancora, ma niun ci seguirà. E or fuggiamo tosto, sei ore di luce o poco più ci separan dalle zanne di quei mostri!
Arrivati alla finestra Von Braun utilizzò una delle sue spade come leva per togliere tutte le assi di legno, poi si sporse a controllare che la corda fosse ancora lì. In basso, nascosto tra le fronde degli alberi, un giovane uomo a cavallo agitò il braccio in segno di saluto.
- Modo sicuro per scender non v'è, temo. - mormora l'uomo, meditabondo - Son certo che inver la forza non vi manchi, mia signora! - dice, rivolgendosi ad Odetta - Ma la vostra protetta mi par di contro assai gracilina. Sarei invero umil salvatore se lassassi precipitar simil vacua beltade a sfracellar le membra sul selciato!
- Eh? - fa Cleofelia con una smorfia.
- Ha detto che siete bella, milady. - spiega Odetta, tagliando corto.
Cleofleia sorrise, raggiante. - Beh, grazie, signore! Voi di certo sapete come parlare ad una dama. - solleva le sopracciglia - Sì, con l'ausilio di un interprete, ma ciò nondimeno...
- Dobbiamo scendere con quella corda. - la interrompe Odetta, sospirando - E sono quasi cinquanta metri di discesa. Questa che vedete, - dice a Von Braun - per quanto arduo possa sembrare, è l'unica erede del Regno di Centria, la principessa Cleofelia. Se dovesse accaderle qualcosa il Re ci sembrerà molto peggio di questi stupidi vampiri, posso assicurarvelo.
- Poffarre, la principessa nientemeno! - esclama l'Inquisitore.
- Odetta, stupida che non sei altro! non s'era detto di mantenere il segreto? - sbotta Cleofelia, adirata.
Odetta reprime l'impulso di afferrarla per i piedi e di rovesciarla oltre il davanzale della finestra. - La nostra sciocca avventura è finita, milady, non capite? Abbiamo rischiato la morte non appena fuori dai cancelli della città. Le cacce al tesoro non sono fatte per le dame di corte e men che meno per una principessa!
- Oh! - Cleofelia gonfia le guance, furiosa - Non ti permetto di dirmi...
- OOOOOHHH!
- ... cosa devo fare capito? Io sono l'erede....
- OOOOOOHHH!
- ... al trono, e un giorno sarò regina! E se pensi di...
- MUUUOOOOOHHH!
- Insomma, basta! Messer Inquisitore è mai possibile che una signora non possa finire un discorso? che diavolo avete da gemere come un folle a questo modo?
Ma l'Inquisitore sta guardando altrove, giù, lungo il corridoio dal quale sono venuti.
- Non sono io, vostra grazia, ma quelli! Morti ambulanti! - grida Von Braun, indicando l'orda di cadaveri putrefatti che caracolla a braccia tese verso di loro, strascicando le gambe gonfie e purulente sul pavimento di marmo polveroso.
- Per gli déi! - esclama Odetta - Ma non avevate detto che con la luce del giorno non ci sarebbe stato pericolo?
- Invero è ciò che ho detto, ma il nosferatu è una creatura infida e diabolica! Il sole ferma solo i vampiri, non i morti che camminano! Si nutriranno delle nostre carni se non fuggiamo immantinente!
- Ma io ho paura! - strilla Cleofelia occhieggiando l'abisso che li separa dalla libertà - Non potremmo trovare un'altra strada?
Gli zombie si avvicinano a grandi passi (si fa per dire), c'è solo il tempo necessario per decidere come fuggire e magari per sorseggiare una cedrata, ma nulla più. Che fare?


ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI!

Cosa faranno i nostri eroi?


  1. Alla carica!! Von Braun è pur sempre un Inquisitore, no? In tutti i film l'ammazzavampiri si mangia gli zombie a colazione, perciò anche lui deve nascondere qualche asso nella manica! Che so, magari è un fulmine con la spada o magari è uno di quegli eroi che dopo aver sterminato un'orda di non-morti s'infila gli occhiali da sole con aria cool. Facci vedere chi sei, Von Braun! Noi faremo prudentemente il tifo da qui...
  2. Affrontare un'orda di zombie in un corridoio senza l'aiuto di un lanciafiamme? Mai! Non sarebbe professionale! Von Braun afferra la principessa e se la carica in spalla per la discesa con la corda! Discesa che dovrà avvenire piuttosto in fretta, perché gli zombie arriveranno alla corda in pochissimo tempo! La libertà è proprio lì a portata di mano, è da pazzi fare gli eroi quando si può vivere per combattere un altro giorno! O un'altra notte...
Fate la vostra scelta, dame e messeri! La vita delle nostre due eroine e del nostro nuovo personaggio è nelle vostre mani!!



"Ohibò, un ritratto di quand'ero un giovincello di belle speranze..."


lunedì 23 luglio 2012

Chicken Run - In prigione senza passare dal via!

Salve a tutti, splendidi esemplari di Divinatori in erba! Sono Maestro Thunderbolt e come sempre sono qui per il nostro appuntamento con le avventure di Cleofelia e Odetta. L'ultima volta le nostre due eroine si sono cacciate in un pantano dal quale sarà molto difficile uscire, soprattutto alla luce delle vostre predizioni! Il risultato dei voti è stato il seguente:

SOLUZIONE 1: 4 voti

SOLUZIONE 2: 6 voti

Per 6 a 4, quindi, ha vinto la seconda opzione. Che, manco a dirlo, è quella corretta. Vi lascio quindi al deces... ehm... alle avventure delle nostre due eroine, sperando che le loro giovani vite non debbano spegnersi così presto (anche perché poi chi lo sentirebbe il re?).


Odetta socchiude gli occhi e stringe i pugni per la rabbia. Voleva molto bene a sua nonna e quel maledetto vampiro l'ha prosciugata fino a ridurla come un sacco vuoto. Il mostro che ha di fronte è probabilmente una persona diversa, ma se si lascia sfuggire l'occasione ora quando potrà vendicare la sua famiglia? E poi non ha alcuna intenzione di finire vampirizzata anche lei!
Accecata dall'ira e sentendosi in trappola, Odetta si china, afferra il simbolo sacro di Thorm sul pavimento della carrozza e balza con un grido sul povero Conte... ahem... Ahia.
Il nobile mostro strilla come una scolaretta e allunga le mani per tenere la serva inferocita lontano da sé, mentre questa sventola il simbolo sacro a cinque centimetri dalla sua faccia.
- Aiuto! Aranka, ferma questa pazza! - grida il Conte, con espressione atterrita.
- Cavatela da solo, Constantin! Quell'isterica ha un simbolo di Thorm!
- Da... davvero? Non... non l'avevo notato... - rantola, poi la sua espressione si fa urgente e piagnucolosa - maledizione, mi prendi in giro? Colpiscila! Colpiscila prima che mi tocchi!
La carrozza ormai è lanciata a folle velocità verso chissà dove, e sballotta i suoi occupanti contro le pareti di velluto rosso.
Cleofelia è in preda alla confusione (tanto per cambiare). Il suo sguardo continua a passare dall'Odetta Furiosa al Conte, non sapendo se essere più arrabbiata per il comportamento assolutamente indecoroso della propria serva o per quello assolutamente poco virile del nobiluomo. Oh, beh, conclude alla fine, ad ogni modo non sta a lei giudicare la mascolinità del Conte. Dopotutto non deve mica sposarlo!
- Odetta, per favore, non farmi vergognare. Non è questo il modo di comportarsi nei salotti nobiliari! - ordina, con la consueta pedanteria.
La serva le scocca un'occhiataccia accompagnata da una smorfia, mentre il vampiro cerca di cacciarle due dita nel naso.
- Nel caso non se ne fosse accorta, milady... ungh... qui non siamo in un salotto e... mmpf... questo non è un nob...
Aranka approfitta di quell'attimo di distrazione e colpisce Odetta sulla nuca, stramazzandola al suolo insieme al simbolo sacro.
- Odetta! - grida Cleofelia, spaventata. Mentre il conte si massaggia i polsi e deglutisce in preda alla paura, sua cugina balza addosso alla principessa e la colpisce violentemente.
In un attimo il mondo si fa buio e la giovane sprofonda nell'oblio più profondo.

Quando si sveglia ha la bocca asciutta e la testa le duole come se gliel'avessero ripetutamente sbattuta contro una parete di pietra. Intorno a lei c'è solo una vaga penombra e una rancido fetore di muffa e decomposizione. Non che lei sappia riconoscere il rancido o la decomposizione, sia ben chiaro. Diciamo che dal suo punto di vista l'ambiente circostante è piuttosto strano e curiosamente maleodorante.
Accanto a lei, seduta contro il muro e incatenata a robusti ceppi di ferro arrugginito, c'è Odetta, che fissa il vuoto davanti a sé con il labbro inferiore lievemente tumefatto.
- Odetta! - la chiama Cleofelia, sollevata - Che è successo? Stai bene?
La giovane serva si riscuote dal suo torpore e sposta lo sguardo sulla principessa, come se la vedesse per la prima volta. - Come dite, milady?
- Stai bene? Ti hanno fatto del male?
- No, no. - risponde lei - Sto benissimo. Non fate caso ai lividi, ai gonfiori e questo insignificante rivoletto di sangue che mi cola dalla bocca...
- Grazie al cielo! - sospira lei - Sono sollevata. Credevo che il Conte ti avesse fatta picchiare per la tua insolenza!
- Ero sarcastica, milady. Di nuovo. E' ovvio che mi abbiano fatta picchiare, ma gradirei che evitaste di continuare a chiamare quel mostro "Conte", se per voi è lo stesso.
- Beh, ma è un Conte, no?
- No che non lo è! - sbotta la serva, sgranando gli occhi - Dite un po', ma siete cieca, per caso? Non avete visto quello che è successo nella carrozza?
Cleofelia ci riflette su un lungo attimo, poi fa spallucce. - Senti Odetta, mi dispiace, però io ho visto solo qualcosa che sfondava il vetro, i nostri due ospiti che si sono terribilmente spaventati per quell'ingiustificabile atto vandalico e poi tu che ti sei lanciata come un cane rabbioso verso il Conte, cercando di fargli baciare quel simbolo sacro di Thorm.
- Ma... ma...
- Sei stata davvero inopportuna, sai? - continua la principessa, con la sua vocetta squillante - Un nobile ha diritto a seguire il proprio credo, come tutti. Il vecchio Oldo diceva sempre che, nonostante l'ateismo sia in sé disdicevole e garanzia di eterna dannazione dopo la morte, noi non abbiamo alcun diritto di imporre la nostra religione agli altri. Men che meno con la violenza!
- Ma... ma... ma di che diavolo parlate? - sbotta Odetta, basita.
- Del tuo palese tentativo di convertire il Conte alla tua religione, no? Anche se non avevo idea che fossi così fedele a Thorm da cercare di evangelizzare a botte il primo che passa.
Odetta sospira, chiude gli occhi e conta fino a dieci. Finché c'è anche solo una possibilità di venirne fuori vive, l'opzione di strangolare Cleofelia con la catena per togliersi finalmente una grossa soddisfazione non è praticabile.
- Avete travisato, milady. - dice d'un tratto, cercando di mantenere la calma - Il mio era un tentativo di salvarci la vita.
- Salvarci la vita da cosa? - sbotta Cleofelia, spazientita - Per favore, Odetta, non accampare scuse poco plausibili. La carrozza si stava già muovendo e quel vandalo non poteva più costituire un pericolo per noi.
- Non parlavo del vandalo, milady, ma del Conte.
La principessa si acciglia. - Il Conte? - ripete - ma il conte è un nobile, Odetta. E i nobili, lo dice il nome stesso, sono persone nobili. non metterebbero mai una fanciulla in pericolo. La povera lady Aranka ti ha colpita suo malgrado per salvare suo cugino e poi la carrozza ha frenato di colpo. Purtroppo la nostra nobile ospite mi è finita addosso, facendomi perdere i sensi. Tutto qui.
Odetta solleva un sopracciglio e mormora una serie di improperi a voce così bassa che è impossibile distinguere le parole.
- Sul serio, Odetta, non avevo idea che fossi così pia. Metterti a pregare in un momento come questo...
- Non stavo pregando, milady. - precisa lei - Ma gli déi c'entrano, più o meno. Ad ogni modo, sorvolando sul vostro discutibile concetto di nobiltà e per quanto possiate essere... come dire senza offendervi... naif? Pura di cuore? Ingenua? Dovreste ormai esservi resa conto che il nostro ospite ci ha sbattute in una segreta come due schiave di basso valore!
Il viso della principessa s'illumina di interesse. - Oh, dunque questa è una segreta, eh? Ho sempre desiderato vederne una, ma mio padre non mi ci ha mai fatto avvicinare! - si guarda intorno, perplessa - Chissà perché me le immaginavo più grandi...
Disperata, Odetta si mette in ginocchio, ignorando le fitte lancinanti di dolore. Poi inizia a frugare tra le pieghe interne del suo abito lacerato e ne estrae una piccola forcina per capelli.
Cleofelia la osserva senza fiatare, poi quando vede il piccolo oggetto annuisce con approvazione.
- Buona idea, Odetta! - trilla - Una signora dovrebbe essere sempre a posto con i capelli. Vediamo di dare una sistemata alle nostre acconciature prima che torni il Conte!
Odetta grugnisce qualcosa in risposta, qualcosa che contiene le parole "principessa", "cervello" e "gallina", ma il cui contenuto integrale sfugge all'udito di Cleofelia.
La serva solleva uno dei polsi scorticati dai ceppi e infila la forcina nel buco della serratura, armeggiando con abilità.
- Che fai, Odetta? Così rovinerai la forcina!
- Non preoccupatevi della forcina, milady. Se il Conte o sua cugina scendono qui mentre siamo legate, l'acconciatura sarà l'ultimo dei nostri problemi.
Cleofelia sbuffa, alzando gli occhi al cielo. - Ancora con questa storia? Ma si può sapere cosa ti disturba tanto di quel pover'uomo?
- Prima di tutto il fatto che non sia un uomo, per esempio. - dice la serva, concentrata sul suo lavoro da scassinatrice.
Cleofelia sgrana gli occhi e annuisce, pensierosa. - Tu dici, eh? In effetti quegli urletti effeminati che faceva... insomma io non critico quelli che vivono la loro sessualità in modo... diciamo... innovativo. Però devo ammettere che sono un po' delusa, alla fine è un bell'uomo, ricco, colto e...
- Intendevo dire che è un mostro, milady. - sbotta Odetta, muovendo le dita in un ultima torsione. Il lucchetto scatta con un "clak" e il primo dei ceppi cade a terra, tintinnando.
- Wow, Odetta! - esclama Cleofelia, impressionata, completamente dimentica della parola "mostro" udita solo un secondo prima - Dove hai imparato a farlo? 
La servetta si schiarisce la voce un paio di volte, a disagio. - Ehm... diciamo che non sono sempre stata una dama di compagnia. Gradirei comunque che non ne faceste parola con vostro padre. E' ... ehm... meglio.
- Sì, come vuoi. - dice l'altra, con aria cospiratoria - Sarà il nostro piccolo segreto tra amiche!
Odetta prega che sia vero, poi si libera l'altro polso. In pochi minuti sia lei che la principessa sono in piedi al centro della cella e stanno frugando ovunque in cerca di una via d'uscita.
- Potremmo sederci e aspettare, invece di affaticarci così inutilmente. Mi si sbaffa tutto il trucco, così! Il Conte si è solo arrabbiato un pochino e ci ha messe in punizione, no? Mio padre lo fa di continuo, ma poi gli passa, viene ad aprire la porta e mi porta dei dolcetti. Dobbiamo solo aspettare, vedrai!
- Qui gli unici dolcetti siamo noi, milady. Quale parte della frase "il Conte è un mostro" non vi è chiara, esattamente?
- Non essere provinciale, Odetta! Tutti sanno che i mostri sono per loro stessa definizione "mostruosi". Se hanno fattezze umane sono uomini. E il conte ha fattezze umane. E' pura e semplice logica!
Odetta afferra Cleofelia per le spalle e la scuote lievemente. - Principessa, svegliatevi! Il Conte è un vampiro della peggior specie! E sua cugina è una creatura della notte come lui! ci hanno chiuse qui perché intendono dissanguarci e magari trasformarci in vampiri come loro!
Odetta sgrana gli occhi, ma prima che possa rispondere si odono dei passi pesanti provenire dal corridoio esterno. Il cuore di Odetta salta un battito e la sua schiena viene percorsa da un brivido di puro terrore.
- Dev'essere quella bestia! - sussurra, guardandosi intorno.
I passi si fanno sempre più vicini e Cleofelia ha ancora lo sguardo fisso. Il suo cervellino sta metabolizzando l'informazione che Odetta le ha dato e sarà fuori servizio per un po'. Che fare?

ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI

Cosa farà Odetta?

  1. Se il Conte scopre che si sono liberate le aggredirà di nuovo e le legherà ancor più saldamente, rovinando tutti i loro sforzi! Forse conviene far finta di essere ancora incatenate ai ceppi e sperare che non se ne accorga, in modo da poter fuggire in un secondo momento. Ma se dovesse andare male saranno comunque costrette a combattere per la loro vita. O meglio, Odetta sarà costretta a combattere. Nella migliore delle ipotesi Cleofelia sarà solo un bersaglio mobile, nella peggiore potrebbe anche decidere di allearsi con i vampiri nella speranza di conoscere qualche bel ragazzo immortale! Odetta incatena nuovamente al muro la principessa (è più sicuro per lei e per per gli altri) e finge di incatenare anche sé stessa! Meglio soli che male accompagnati... almeno per ora!
  2. Al diavolo, si tenta il tutto per tutto! A terra, accanto alla porta, ci sono alcuni ruderi e un lungo pezzo di catena. Se Odetta si nascondesse dietro la porta potrebbe aggredire il Conte alle spalle cercando di strangolarlo. Dal rumore dei passi il Conte sembra solo, ma se non lo fosse sarebbero guai!
  3. Insomma, le donne sono dei teneri virgulti e non sono fatte per combattere con i vampiri! Soprattutto non una principessa con il quoziente intellettivo di un mocassino e la sua serva dal dubbio passato! Odetta si inginocchia e inizia a pregare Thorm ad alta voce, sperando che le sacre scritture producano nel Conte lo stesso effetto del simbolo d'argento. Sempre sperando che il dio Thorm non sia un tipo vendicativo e non decida proprio ora di prendersi la rivincita per anni di comportamento non proprio irreprensibile e di vita ai margini della legge. E allora via con le "104 Odi a Thorm il Possente", rivedute e corrette in base a quel poco che Odetta si ricorda del barboso catechismo che le hanno imposto da bambina!


Scelte difficili per la povera serva, sempre più invischiata in guai che non si è neppure cercata! VOTATE QUI SOTTO NEI COMMENTI, COME AL SOLITO! A VOI IL DESTINO DELLE DUE EROINE!


giovedì 19 luglio 2012

Cleofelia non potrà far altro che... AHIA!

Salve a tutti, carissimi allievi della scuola di Divinazione! Il vostro Maestro Thunderbolt è qui per il consueto appuntamento con le cronache Reali! Avevamo lasciato la nostra ingenua Cleofelia e la povera Odetta alle prese con un misterioso nobile in carrozza. Cosa faranno le nostre due eroine? Saliranno o fuggiranno via? 
Vediamo i risultati delle vostre predizioni!


SOLUZIONE 1: 10 voti


SOLUZIONE 2: 0 voti


Fantastico! Un plebiscito, direi! E lasciate che mi congratuli con voi, perché le vostre predizioni si sono realizzate! Diventate più bravi ogni giorno che passa! E ora sotto con il prosieguo, immagino che sarete ansiosi di sapere come mor... ehm... come risolveranno la situazione la principessa e la sua poco collaborativa damigella!


Cleofelia prende un respiro profondo e abbandona l'aria da "cappuccetto rosso messa all'angolo dal lupo" per assumere quella di principessa regale. Parte che solitamente non le si addice affatto.
- Un nobile è un nobile, Odetta. - sentenzia, con voce un po' troppo stridula per risultare credibile - Ed è nostro dovere di dame di corte presentarci al nostro ospite dopo aver ricevuto un così cortese invito.
Odetta chiude gli occhi, prende un respiro profondo e scuote lievemente il capo. - Il vostro precettore non vi ha mai insegnato che non si sale in carrozza con degli sconosciuti?
Ma ormai è troppo tardi. Sotto gli occhi invisibili dell'inquietante cocchiere, Cleofelia trascina la sua povera dama di compagnia fin sulla carrozza, dove due inquietanti figure attendono con pazienza tra i velluti rosso sangue e gli stucchi dorati.
Nonostante la strizza, Odetta deve ammettere che il nobile in questione è davvero un bell'uomo, sebbene di un'eta indefinibile tra i trenta e i quaranta. Ha un ché di ferino, di predatorio e le scruta famelico e divertito dietro a un paio di occhialetti tondi calati sul naso. Ha i capelli lunghi, scarmigliati e un cappello a cilindro, abiti nobili e sfarzosi, ma in qualche modo logori e odoranti di muffa.
Accanto a lui c'è una bellissima nobildonna, pallida come un cadavere.
Odetta sussulta, per un attimo ha notato quanto la donna sia somigliante alla prostituta che ha intravisto al posto di guardia, neppure un'ora prima. Cerca di dirsi che non è possibile, che la sua immaginazione le sta giocando un brutto scherzo, ma quella non le leva gli occhi di dosso e sorride in modo lievemente minaccioso, come il gatto davanti al topo inerme.
- Penfenute in mia karotsa! - pronuncia il nobile con voce profonda - Entrate e lashate uno poco della felicìta ke rekate.
Le due ragazze rimangono a fissarlo per un istante, poi sbattono rapidamente le palpebre. - Come scusi?
L'uomo tossicchia un po' di volte e si schiarisce rumorosamente la gola, poi si sporge dal finestrino e gratifica il terreno sottostante di un po' del suo nobile catarro.
- Ehm... scusate. Questo clima non è l'ideale per la mia salute, madamigelle. Volevo dire: benvenute nella mia carrozza! Entrate e lasciate un po' della felicità che recate.
- Mi spiace - sospira Odetta, cinica - ma la felicità devo averla lasciata negli altri pantaloni...
Cleofelia si avvicina a lei e le sibila all'orecchio. - Sta' zitta, Odetta! Sarà anche un po' stagionato ma non vedi che è un fico da paura? - poi si affretta rivolgersi al loro ospite con la maggiore cortesia possibile.
- Vi ringraziamo, nobile signore. - quando si tratta di salamelecchi nobiliari Cleofelia è anni luce avanti alla sua serva - E' un sollievo avervi incontrato. Non speravamo di trovare un uomo di nobili natali in questa landa così isolata.
- Landa isolata? Ma siamo ad un'ora appena dalla Capitale! - borbotta Odetta, cercando di non far caso allo sguardo famelico e ossessivo della compagna del nobile. I casi sono due. O la nobile ha gusti sessuali particolari, oppure quella è proprio l'espressione che avrebbe un mendicante di fronte ad una fetta di lonza ai ferri.
- Perdonate la mia serva Odetta, buon signore. - si affretta a dire la principessa - E' solo spaventata dal temporale...
La nobildonna, la riparo dalla vista di Cleofelia, sorride malignamente, passandosi oscenamente la lingua sulle labbra. Per un attimo Odetta crede di intravedere un paio di denti lunghi come zanne, rabbrividisce e torna a fissare avanti a sé con ostinazione. Non può essere. Maledizione, prima sua nonna e ora lei. L'universo sta cercando forse di dirle qualcosa? - Mpf. In questo momento il temporale è l'ultimo dei miei problemi... - bofonchia, scontrosa.
- Non dovete temere, mie care. Ora siete al sicuro. Completamente e assolutamente. Al sicuro da ogni pericolo. Fidatevi di me. Io sono il Conte... Ahia!
La nobildonna assesta una gomitata nel costato dell'uomo, senza mai smettere di sorridere alla principessa. Cleofelia è troppo svanita per rendersi conto che qualcosa non va, ma solo un beota non riterrebbe i due nobili estremamente sospetti. E Odetta è tutto fuorché beota.
- Il Conte Ahia? - la principessa cerca di ricordare le lunghe e tediose lezioni di araldica del suo vecchio precettore, ma è quasi certa di non aver mai sentito nominare quella particolare casata.
Il nobile scocca un'occhiataccia alla propria compagna e si schiarisce nuovamente la voce. - Ehm... sì, ecco... è una famiglia molto antica ma viviamo un po' isolati. Il nostro castello si trova a est di qui, vicino Brumwald. Questa è... ehm... la mia nobile cugina, Aranka. Aranka... ehm... Ahia.
Non appena Cleofelia sposta lo sguardo su di lei, la nobildonna smette di fissare Odetta come se fosse una costina di maiale e sorride graziosamente, chinando il capo.
I suoi denti sembrano normali ora. Anzi, forse sono fin troppo perfetti. Che Odetta si stia facendo influenzare dall'atmosfera lugubre di quella serata piovosa?
- Piacere di fare la vostra conoscenza, milady. - trilla Cleofelia, che adora quegli inutili e interminabili sfoggi di galateo e tediosa etichetta. - Io sono Cleo... ahia!
La principessa scocca un'occhiata scandalizzata alla sua serva che ha osato darle una gomitata tra le costole senza motivo. Fa per protestare, poi capisce che c'è qualcosa che non va e chiude la bocca. Rivelare la propria vera identità ad un nobile di passaggio potrebbe mandare a monte tutta quanta la cerca del tesoro e spedirla dritta dritta tra le braccia di suo padre e di quell'orrido Conte. L'altro Conte, ovviamente.
- Cleo Ahia? - nota il Conte, divertito - Possibile che noi si possa esser parenti, in qualche modo?
- Ehm... no, no! - si affretta a dire Cleofelia, tossicchiando nervosamente - Volevo dire che il mio nome è Cleo... tilda. Sì, Cleotilda... von... von Blutsauger! Baronessa Cleotilda von Blutsauger...
Nell'udire quel nome il Conte sgrana gli occhi e per un attimo Odetta è sicura che stia per scoppiare a ridere. Le probabilità che abbia letto il romanzo preferito della principessa, "Anemia di Passione", della Vampyre Love Edizioni, sono piuttosto scarse, ma non si può mai dire. Von Blutsauger è il cognome del vampiro Stefan, insipido protagonista del libro, che, manco a dirlo, è il sogno erotico segreto di Cleofelia.
- Von... ehm... von Blutsauger, dite? - ripete il Conte, annuendo - Ma sì, certo. - dice poi con entusiasmo
- Chi non conosce la vostra rispettabile famiglia? Hai capito, Aranka? Una Blutsauger! Proprio qui nella nostra umile carrozza! Chi l'avrebbe mai detto? Dobbiamo festeggiare!
Udendo quella frase Odetta ha finalmente la certezza che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato in tutta quella situazione. O il Conte è un imbecille come Cleofelia e non ricorda nulla che non tratti di amori impossibili tra preda e predatore, oppure ha deliberatamente mentito e ha qualche secondo fine in mente.
- Ehm... mia signora. - interviene con voce seria - E' il caso di procedere per la locanda, o la nostra... scorta potrebbe preoccuparsi e mandare qualcuno a cercarci.
Cleofelia la fissa negli occhi e si acciglia. - Odetta, non essere sciocca. Lo sai che siamo solo io e te, no? Di che scorta parli?
La serva solleva lo sguardo al cielo e poi sul Conte, che la osserva con distaccato divertimento, giocherellando con un lungo bastone dalla testa di lupo d'argento.
- Volete già lasciarci, nobile Blutsauger? Ma la serata è ancora lunga e abbiamo così tanto da raccontarci...
E mentre parla i suoi occhi sembrano farsi più grandi e più rossi. E sono così magnetici che Odetta non riesce più a distogliere lo sguardo da essi, si sente trascinata, risucchiata verso quei vortici infiniti, la voce del Conte che rimbomba nella sua testa come un nenia, avvolgendola in una melassa.
- Rimanete... - dice il Conte - Rimanete a tenerci compagnia in questa lunga notte...
Odetta si scopre ad annuire con forza e le parole le escono dalla gola come un fiume in pianura, lente e inarrestabili.
- Sì, principessa... rimaniamo per la notte. Si sta così bene, qui... - mormora, impotente.
All'improvviso qualcosa sfonda il vetro della carrozza, rompendo la concentrazione del Conte. Un simbolo argentato piomba sul pavimento e i due nobili balzano sui sedili soffiando come gatti infuriati, gli occhi rossi e le mani dischiuse ad artiglio.
- Conte Ahia! - urla la principessa, spaventata - Che succede? Ci attaccano?
Da fuori giunge una voce stentorea e perentoria.
- Palesati, maledetto nosferatu! Angelo caduto, divoratore di anime! Poni lo piede tuo all'infuori del vil nascondiglio, cosicché possa mondare quell'anima nera delli suoi peccati, nello santo nome di Thorm, il possente!
- Von Braun! - strilla Aranka, afferrando la manica del Conte - Fuggiamo!
Il nobile picchia con il bastone sulla parete frontale della carrozza, sopra la testa di Cleofelia. - Igor! - urla - Via di qua, veloce come il vento!
Terrorizzata, Odetta lancia un'occhiata alla principessa e intuisce al volo che la giovane non sta capendo un tubo di ciò che avviene intorno a lei. Una rapida occhiata allo sportello della carrozza rivela alla serva l'unica via di fuga rimasta. E' solo questione di tempismo, ma non è certa che chiunque sia là fuori si rivelerà meno pericoloso di questi due. La carrozza inizia a muoversi! Che fare?


ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI!!

Cosa farà Odetta?


  1. L'unica cosa sana di mente da fare, prendere Cleofelia per un braccio e lanciarsi contro lo sportello della carrozza, nella speranza di riuscire a fuggire. Siamo matti? Solo un imbecille non avrebbe ancora capito che quei due sono vampiri! E diamine, passi per sua nonna, ma due vampirizzate in famiglia sono veramente troppe! Forse, se saranno fortunate, il tizio misterioso che parla come un poema epico cavalleresco riuscirà a proteggerle dal Conte e da sua cugina. Forse.
  2. E' il momento di vendicare la povera nonnina! Sono anni che Odetta cova un odio profondo nei confronti dei vampiri! Ma se c'è una cosa che odia ancora di più sono i nobili. E questo è un vampiro nobile! Che schifo di immonda creatura! Che si prepari ad assaggiare l'ira della classe operaia! Odetta si abbassa, afferra il simbolo sacro di Thorm e aggredisce il Conte!

A VOI LA SCELTA! VOTATE QUI SOTTO, NEI COMMENTI!


Ke pruciore a li oki! Maletetta alercìa a pollini!

martedì 17 luglio 2012

Il Bardo Colpisce Ancora - IL MUSEO

Udite udite!
siamo lieti di comunicare ai sudditi tutti, che il nostro Bardo Reale Stagista, Michele D'Angelo, ha pubblicato nuovamente uno dei suoi racconti sul sito www.posthuman.it, che ringraziamo come sempre per l'ospitalità accordataci. Muovete il vostro bel topolone sul collegamento sottostante per esser ivi trasportati mediante magia di dislocazione trans-dimensionale arcana, altrimenti detta "teletrasporto".

IL MUSEO - parte 1

Il racconto, un pezzo di fantascienza, sarà pubblicato in due parti, perciò non siate pigri e leggetevele entrambe. Siamo certi che in caso di controllo da parte delle Guardie ciascuno di voi sarà in grado di citarne almeno una frase a memoria. E ricordate che il nostro grazioso e letale Capitano Asmodella punirà personalmente coloro che si rivelassero ignoranti riguardo al contenuto di suddetta opera letteraria.

Con solenne malgarbo,

                               Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


sabato 14 luglio 2012

Perché i morti viaggiano veloci! E non pagano il casello!

Eccoci qui, pronti per proseguire con la nostra fantastica cronaca del Regno e con le lezioni di Predizione! Sono Maestro Thunderbolt e come prima cosa vi ragguaglierò sui risultati della votazione precedente:


SOLUZIONE 1: 3 VOTI


SOLUZIONE 2: 3 VOTI


SOLUZIONE 3: 1 VOTO


Cosa?! Un pareggio?! La prima voltaaa!?? Ma allora questa divinazione è una fregatura, una pagliacciata senza alcun fondo di verità, direte voi! Assolutamente no, vi rispondo io! La divinazione ha solide basi scientifiche e il fatto che la scienza nel nostro mondo sia totalmente subordinata alla magia non deve portarvi a conclusioni affrettate. Ovviamente il fatto che possano esistere due futuri è un'ipotesi interessante, ma non è il nostro caso, qui. volete sapere come andrà avanti la storia della nostra bella e svampita Cleofelia (senza offesa, ovviamente)? Leggete e meravigliatevi di come l'universo e lo spazio-tempo sappiano farsi gioco anche dei veggenti più affermati!

Odetta aspetta sotto il portico delle stalle Reali da un'ora, ormai. E' di pessimo umore e il motivo di tutta questa allegrezza non risiede nel clima lupino, che da tempo, ormai, rovescia sulla regione ettolitri di acqua con contorno di lampi e fulmini. No. E' arrabbiata con sé stessa per aver ceduto alle assurde fantasie di un'adolescente con il cervello di una nutria e per essersi fatta trascinare in un'avventura assurda che probabilmente, nella migliore delle ipotesi, procurerà loro solo una brutta polmonite, uno o più stupri da raccontare alle amiche e una lavata di capo da parte del Re che porterà quasi sicuramente al suo licenziamento.
Mentre la servetta rimurgina rabbiosamente sulla propria stupidità e su quella ancor più sconcertante della Principessa, Cleofelia trotterella verso di lei correndo lungo il muro sud con un cappuccio sulla testa, l'aria cospiratoria di una spia e uno zaino da viaggio rosa in spalla, che sembra pesare come la coscienza di Mors Tua.
- Odetta, hai fatto sellare i cavalli? - sussurra.
L'altra solleva un sopracciglio, perplessa. - Naturalmente, milady. E' stato facile. Ho detto allo stalliere che doveva sellarci i cavalli perché sentivamo il bisogno impellente di farci una gita di mezzanotte sotto una valanga d'acqua e senza scorta.
- E lui che ha detto?
Odetta sospira. - Era sarcasmo, altezza. E no, non ho FATTO sellare i cavalli. Li ho sellati io stessa. - tossicchia nervosamente - Più o meno. Insomma, non è che sia proprio il mio lavoro, perciò...
Lei le prende le mani e le stringe tra le sue, eccitata. - Non sei felice, Odetta? Stiamo per imbarcarci in un'avventura che ci porterà fama, fortuna e bei ragazzi!
- Già... soprattutto bei ragazzi... probabilmente ubriachi e in gruppo.
La principessa si accosta al suo cavallo bianco e solleva una gamba, rimanendo in attesa. Odetta sospira, poi si avvicina e si abbassa per fare da gradino.
In pochi minuti le due figure incappucciate escono dalle stalle e iniziano a trottare verso l'uscita meridionale del palazzo, quella meno sorvegliata. Il piano di fuga dal Castello è stato studiato da Cleofelia nei minimi particolari. O almeno questo è quello che crede lei.
- Sei sicura che non ci sia nessuno al cancello, Odetta? - chiede la principessa, rallentando l'andatura in vista del posto di guardia.
La serva annuisce con convinzione. In teoria l'assurdo piano partorito dalla giovane nobile consisteva nell'usare del sonnifero su un cestino di provviste da portare con aria ammiccante al posto di guardia poco prima del tramonto, così da avere campo libero qualche ora dopo, durante la fuga. Quello che la Principessa non sa, tuttavia, è che Odetta non ha nessuna intenzione di andare con lei a caccia di un tesoro (e con ogni probabilità di una morte prematura) e che perciò ha pensato bene di mettere qualche innocente bastoncino tra le ruote della sua padrona.
Perché Odetta è una vera donna di mondo, non come il Bardo. Sa che se il piano di Cleofelia avesse successo l'unica a rimetterci sarebbe lei. E se venissero catturate mentre vagano nelle boscaglie del Regno e riportate al cospetto del Re, qualcuno potrebbe indagare sul suo passato non proprio... irreprensibile... e arrivare a concludere che la colpa di tutto sia sua. Perché le Principesse non pagano mai per i loro errori, mentre i servi hanno la disdicevole tendenza ad accollarsi spesso colpe non loro. E Odetta non ha nessuna voglia di incontrare Brannigan il Cupo, il boia di corte.
Perciò aveva sì portato a destinazione il cestino ripieno di manicaretti anestetizzanti, ma ci aveva anche aggiunto un biglietto anonimo che recitava: "Questo cibo è avvelenato! Non mangiatelo, idioti!"
Più chiara di così non poteva essere...
Tuttavia, mentre si avvicinano alla torre di guardia della porta meridionale, la serva comincia a chiedersi se forse non avrebbe dovuto sottolineare più volte la parola "idioti". Eh, già, perché a sbarrar loro la strada non c'è nessuno. Ma proprio nessuno. Né una guardia, né un soldatino, né un ufficiale, né una recluta alle prime armi. Nessuno. Eppure dalla finestra si vede chiaramente la luce proiettata dal caminetto acceso.
- Evviva, Odetta! Brava! Grazie a te il mio piano geniale ha funzionato alla perfezione!
La servetta risponde con un rantolo e un ghigno, ma con ben poco entusiasmo.
Le due smontano da sella e conducono i loro cavalli per le briglie, quatte quatte. Il rumore della pioggia copre i loro passi, ma le bestie sono stranamente nervose e più di una volta nitriscono e s'impennano, sgranando gli occhi in preda alla paura.
- Ma che hanno questi ronzini? - protesta sottovoce Odetta, che a questo punto non sa più che pesci pigliare.
- Beh, il tuo è un ronzino, Odetta. Il mio è uno splendido purosangue. - puntualizza la Principessa, sempre attenta a centrare il punto fondamentale del problema.
Mentre passano davanti alla finestra del posto di guardia, Odetta s'arrischia a gettare uno sguardo all'interno, ma da quell'angolo non riesce a cogliere che ombre e vaghi movimenti accompagnati da gemiti di lascivia.
Poi intravede la figura alta e snella di una donna bellissima, diafana e con lunghi capelli neri, lisci come seta, china su un tavolo sopra il corpo riverso di un soldato. Nel medesimo istante e all'improvviso, come se avesse percepito la presenza della serva, la donna si volta e fissa Odetta negli occhi con uno sguardo ferale, le pupille rosse come quelle di un lupo e una tonnellata di rossetto sbaffato sulla guancia.
Sussultando, Odetta accelera il passo e raggiunge la Principessa in un moto d'imbarazzo e stizza.
"Ecco dov'erano quei soldatacci immorali!", pensa con rabbia, "non li ha stesi il narcotico ma qualche donna che la principessa non esiterebbe a definire "passionale", secondo il suo discutibile e adolescenziale metro di giudizio".
- I soldati dormono, Odetta? - chiede Cleofelia, gonfia d'orgoglio.
- Non proprio, milady. Non proprio. Ma di sicuro saranno fuori combattimento per un po', quei maiali.
La Principessa annuisce saggiamente, facendo finta di capire. Lo fa spesso ultimamente.
Le due procedono lungo la strada che attraversa i bassifondi della Capitale. La pioggia battente e il freddo coprono la loro fuga e nessun manigoldo si fa avanti per attentare alla loro borsa o alla loro virtù, la prima abbondante nella Principessa e la seconda carente nella serva.
Il muro di cinta della Capitale a sud è come una forma di groviera, piena di buchi non sorvegliati attraverso i quali passano i topi. Qui al posto dei roditori ci sono contrabbandieri, agenti stranieri, spie e malvagi negromanti che di solito cercano di entrare per seminare zizzania. Ma questa notte nessuno fa caso a due topolini fradici che cercano di uscire, tanto per cambiare.
Una volta fuori dalle mura la Principessa è tutta brividi e gridolini.
- Oh, déi! Cosa abbiamo fatto? - ripete continuamente la fanciulla, su di giri - Quando lo scoprirà mio padre, lui... lui...
- ... vi chiuderà in camera vostra per una settimana e mi farà impiccare. - finisce Odetta, depressa.
- Impiccare, Odetta? - ripete lei, accigliandosi - Non essere sciocca! Il mio papino è un Re e i Re sono buoni e misericordiosi, lo sanno tutti.
- Buoni e misericordiosi, eh? Avete visto le forche nei bassifondi? A che scopo le ha fatte costruire il buon Re vostro padre, secondo voi? Per essiccare i prosciutti?
- Che orrore, Odetta, ti prego! Ti proibisco di parlare ancora di questo argomento! - sbotta la principessa con espressione disgustata - Lo sai che ODIO il prosciutto.
- Perdonatemi, altezza. Sono stata una sconsiderata. - sospira la serva, sprofondando sulla sella in preda un umore sempre più nero.
Dopo un'ora di viaggio anche la garrula allegria di Cleofelia comincia a venir meno, e di contro aumentano fame, sete e freddo. Mentre i cavalli s'inerpicano faticosamente su per una collina, improvvisamente il sentiero si biforca e sopra un palo illuminato da una lanterna schermata le due intravedono una scritta: "Ebanon" e una freccia a sinistra. Poco più in là, sulla strada per la grande città costiera s'intravedono le luci di un robusto edificio di legno e pietra, circondato dai boschi. Una locanda.
- Ebanon è a Est della Capitale, vero? - domanda la principessa, posandosi un indice sul labbro inferiore.
- Sì, milady. E' a Est. Posso suggerire di pernottare in quella locanda laggiù? Credo che una coppia di ranocchie abbia fatto una nidiata di girini nei miei stivali...
Le due fanno voltare i cavalli e imboccano lo svincolo per la locanda, quando all'improvviso la Principessa si ferma e fissa lo sguardo poco più avanti, sotto il riparo di un gigantesco olmo centenario.
C'è una carrozza. Ferma.
Le due proseguono al passo, scambiandosi un'occhiata. La carrozza sembra quella di un nobile. E' riccamente adornata d'oro ma è completamente nera e una strana luce rossa proviene dal suo interno. Una quadriglia di cavalli smunti all'inverosimile aspetta pazientemente davanti al cocchio e un misterioso conducente se ne sta seduto in cassetta, a fissare il vuoto davanti a sé con il bavero alzato e il cilindro pesantemente calcato sulla testa. Appena si avvicinano al sinistro mezzo di trasporto, i cavalli delle due dame iniziano nuovamente a fare le bizze, al punto che Odetta e Cleofelia si vedono costrette a smontare, per paura di essere disarcionate.
A quel punto il cocchiere drizza la testa, come se avesse udito un richiamo lontano, poi si volta verso di loro. L'ombra nasconde quasi del tutto il suo volto. Le nostre due eroine si avvicinano l'una all'altra per trovare l'effimero conforto che cercano le pecore al mattatoio. Da quando sono fuggite quello è il primo, vero contatto con un altro essere... ahem... vivente. Da quel punto in avanti non si torna indietro. Letteralmente.
A pochi metri di distanza, il cocchiere si inchina e apre lo sportello della carrozza, facendo loro cenno di salire.
Cleofelia scambia un'occhiata con Odetta, la quale scuote vigorosamente il capo, atterrita, poi lancia uno sguardo colmo di desiderio alla locanda, che dista da loro poco più di una cinquantina di passi. La voglia di avere un tetto sopra la testa è tanta, ma altrettanta è la curiosità bruciante della giovane e irrequieta principessa. E poi il galateo nobiliare impone di accettare sempre con garbo gli inviti di un nobile. Sempre che di nobile si tratti. E di contro il buon senso impone di non accettare passaggi dagli sconosciuti. Che fare?


ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI!!


Cosa faranno Cleofelia e Odetta?

  1. Il galateo nobiliare è importante, maledizione! E poi il nobile che si nasconde sotto un olmo secolare per ripararsi dalla pioggia invece di pernottare alla locanda trenta metri più avanti dev'essere necessariamente un romanticone! Magari un romanticone con un pessimo gusto in quanto a decorazioni, ma...diamine! Solo perché uno ha una carrozza nera con gli interni rosso sangue non vuol dire che sia pericoloso, no? Cleofelia sale sulla carrozza e ci trascina pure Odetta!
  2. Al diavolo il galateo! Benvenuto caro, vecchio, spirito di autoconservazione! Odetta e Cleofelia tentano il tutto per tutto e fuggono verso la locanda! Magari il nobile non ha cattive intenzioni, ma se ne avesse è altamente improbabile che quei quattro ronzini ossuti possano tenere testa ai loro destrieri! Verso la locanda per un pasto caldo, un po' di compagnia e una notte di sonno sereno(?!)

Stavolta solo due opzioni, poche ma estremamente succose! VOTATE QUI SOTTO NEI COMMENTI, come al solito! LA SCELTA SPETTA A VOI!!

Denn die Todten Reiten Schnell

mercoledì 11 luglio 2012

Cattivi Consigli 7

Salute, striscianti schiavi del Male puro. Sono Mors Tua e sono qui anche oggi per illuminarvi con i miei consigli! Aprite bene le orecchie, allora, perché la lezione di oggi è importante. Si parla di meticolosità
Questo aspetto, se trascurato, genera il tipo peggiore di eroe con cui potreste avere a che fare: il Vendicatore Implacabile. Questo tipo di individuo prova per voi un odio tanto bruciante da dedicare completamente la sua esistenza alla vostra distruzione. E state pur certi che ci riuscirà, alla fine.
Perciò tirate fuori il taccuino e prendete appunti: se proprio dovete razziare un villaggio uccidendo tutti gli abitanti, cosa già di per sé incomprensibile (visto che di solito arrivate a cavallo muniti di un esercito impressionante e avete di fronte solo dei villici semi-armati che piuttosto che rischiare la pelle vi darebbero volentieri quello che volete), cercate di essere precisi e meticolosi. Ammazzate tutti. Ma proprio TUTTI, capito? Non tralasciate di frugare la boscaglia intorno al villaggio, inseguire nutrici che corrono via con neonati in braccio e SOPRATTUTTO  evitate in ogni modo di prendere dei bambini per venderli come schiavi. Si è vero, sono soldi facili, ma state pur certi che se dovesse girarvi male uno di quei bambini sopravviverà e, contrariamente a qualsivoglia legge biologica, il lavoro sfiancante in miniera e la malnutrizione lo trasformeranno in un colosso muscoloso di due metri per due con un unico ricordo nitido della sua infanzia: voi che sbudellate sua madre.
Datemi retta: fuggirà, si farà amici potenti e poi verrà a uccidere i vostri luogotenenti uno per uno. E infine busserà alla porta per reclamare il vostro didietro. E solitamente questo tipo di eroe non ha debolezze, non è raggirabile, è come il Terminator. Potete frapporre tra voi e lui quante più cose e persone possibili, ma lui le eliminerà e vi raggiungerà. Perciò perché rischiare? Eliminate la possibilità alla radice. Volete qualcosa al suo villaggio? Chiedetela gentilmente usufruendo solo della schiacciante supremazia psicologica del vostro esercito numerosissimo. Ve la rifiutano lo stesso? Uccidete un vecchio o due, giusto per dare l'esempio. Quelli non mancano mai a nessuno. O quasi. 
Come dite? E se quelli rifiutano ancora? Beh, allora siete autorizzati a razziare il villaggio con l'old style e a uccidere tutto ciò che si muove. Ma se lo fate siate meticolosi e maniacali. Prevenire è meglio che curare! Niente schiavi e niente nutrici in fuga. Se decidete di ricorrere alle armi dovete deatomizzare ogni cosa in un raggio di due ettari.

E ora mi congedo da voi, ché ho appena mangiato e ho la nausea facile.

                                                                           Mors Tua






Quanto credete che quella catena riuscirà a trattenerlo?

martedì 10 luglio 2012

Cleofelia è nelle VOSTRE mani!!

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO


GRANDISSIME NOVITA', dame e messeri! Ma innanzitutto mi presento, sono Maestro Thunderbolt, supplente di divinazione presso la benemerita e ormai strafamosa Gilda della Magia. Grazie al nuovo corso divinatorio di prova, voi tutti (si ANCHE TU uomo della strada) potrete cimentarvi nella pratica che ha portato più d'uno a vivere di rendita a corte: la PREDIZIONE  DEL FUTURO! Da questo momento in avanti, alla fine di ogni cronaca appuntata su questa bacheca, POTRETE SCEGLIERE TRA DUE O PIU' POSSIBILI SVILUPPI! Chi indovina vince l'incomparabile emozione di vedere l'universo dargli ragione. La trama potrebbe proseguire proprio come voi pensate, e se è vero quello che dicono che prevedere il futuro è un po' come influenzarlo, allora diventerete ASSOLUTI DOMINATORI DEL TEMPO E DELLO SPAZIO! Esagerato, dite? Provateci e non riuscirete più a smettere! Ma ora basta con queste quisquilie tecniche, è ora di provare! Dunque, dove eravamo rimasti? Ah, sì... la Principessa Cleofelia ha ricevuto la bella notizia delle sue future nozze con un misterioso Conte straniero. Come l'avrà presa? Leggete fino in fondo e poi SCEGLIETE VOI!


Odetta sospira nuovamente, le mani ai fianchi e un atteggiamento di rassegnata sopportazione. Cleofelia è stata quattro ore a colloquio con suo padre e neanche i consigli di guerra durano così a lungo. Al suo ritorno era sconvolta. Si è buttata in lacrime sul letto a baldacchino, stringendo al petto l'ultimo romanzo della Vampyre Love Edizioni, dall'evocativo titolo "Succhiamelo (il Sangue)". 
Odetta si siede accanto a lei e le prende la mano.
- Per tutti gli déi, Odetta... è terribile! - singhiozza la principessa - Una tragedia, una catastrofe!
- Eh sì - ammette lei - Vogliono farvi sposare un miliardario. Una vera tragedia.
- Sono troppo giovane per sposarmi - continua lei, imperterrita - e poi non ho ancora trovato il VERO amore!
- Il vero amore, altezza?
Lei singhiozza e annuisce, con gli occhi umidi di lacrime. - Sì. Tutte le principesse dei romanzi ne hanno uno. Un bel principe della notte, un tenebroso cavaliere pallido dallo sguardo languido, un immortale dannato che cerca la salvezza nell'amore... - sospira - un amore che solo io posso dargli...
Odetta tossicchia, a disagio. - Ehm... mia signora... sono romanzi, quelli. Posto che i vampiri non sono esattamente dei dandy goderecci con l'aria da figo, le probabilità che vostro padre scelga uno di loro come vostro pretendente sono pari a zero. A meno che il vampiro in questione non possieda ricchezze oltre l'immaginabile. Nel qual caso credo vi concederebbe persino ad un orco.
Lei tira su con il naso e solleva gli occhi cerulei sulla sua damigella. - Sì, ha blaterato continuamente di soldi, di economia e di nani. Ma io non ci capisco niente e non mi interessa! Io voglio sposarmi per amore!
- Su, non fate così. Sembra che il vostro promesso sia giovane, il che è molto più di quanto abbiano potuto avere tante altre principesse prima di voi. 
- Ma non è un vampiro!
- In effetti qui l'unico vampiro è vostro padre. - sospira Odetta a mezza voce - Non appena quel povero Conte sarà vostro marito gli succhierà fino all'ultimo centesimo per pagarsi i debiti...
- Che dici?
- Niente, altezza, niente. Fate riposare la vostra bella testolina, non sia mai detto che non vi venga un'idea, nel frattempo...
La principessa si alzò in piedi di scatto. - Un'idea? - ripeté.
Odetta sollevò un sopracciglio, sospettosa. Conosceva quello sguardo e non portava mai nulla di buono.
- Hai ragione Odetta, sei un genio per essere una villica di così umili natali!
- Troppo gentile, Altezza.
- Vieni con me, andiamo a cercare il Bardo Reale!
Odetta sgrana gli occhi. - Chi, lo stagista?
Cleofelia annuisce, decisa. Il suo enigmatico sorriso nasconde qualche genere di trovata geniale e Odetta ha imparato da tempo a diffidare delle idee geniali. Soprattutto quando sono partorite da degli idioti.
La servetta si fa trascinare per mano lungo gli sfarzosi corridoi del palazzo, giù per le scale e attraverso i portici del chiostro, fino al parco interno. Laggiù un nobile minore indica loro un piccolo gazebo, sotto il quale il Bardo Stagista, Michele D'Angelo, sta componendo alcune discutibili rime per il prossimo matrimonio. Quando le vede arrivare smette di suonare e tende lo sguardo verso di loro, ansioso.
- Aspettami qui, Odetta, vado da sola. Non vorrei spaventarlo.
- Non è mica un'anatra selvatica...
- Lo so, ma ho letto che i bardi e i poeti sono persone sensibili e dall'animo puro.
- Dovreste ascoltare le ballate del bardo alla taverna giù in città... sensibili e dall'animo puro, eh? I bardi non sono altro che furbastri licenziosi e con la lingua d'argento.
La principessa si acciglia. - Lingua d'argento? E come fanno a muoverla per cantare?
- E' una metafora, altezza.
- Di nuovo con questi animali strani, Odetta! Trovati un hobby, lo dico per il tuo bene, o non riuscirai mai a maritarti! E ora aspettami qui, devo chiedere consiglio ad un uomo di mondo... - e detto questo trotterella via, verso il gazebo.
- Un uomo di mondo? Quello? Ma se è uno stagista a 32 anni!
Dopo una mezz'ora abbondante, quando la pazienza di Odetta si è già abbondantemente esaurita, la principessa fa ritorno con espressione raggiante.
- Fatto, ho tutte le informazioni che mi servono! - trilla la fanciulla, prendendo entrambe le mani della serva.
Odetta lancia un'occhiataccia verso il gazebo. Il Bardo Reale le risponde con un'alzata di spalle.
- Informazioni riguardo cosa?
- Riguardo il Tesoro dell'Idra Purpureo!
Odetta sbianca. - Il teso... ma quella è una leggenda, altezza. Non c'è niente di vero. E poi a che vi servirebbe un tesoro?
- A pagare il mio riscatto!
- Ma voi non siete mica stata rapita!
- Sì, invece! Da quel bruto di mio padre che vuole costringermi a sposare un uomo che non amo per rimpinguarsi le casse! - dice lei, imbronciata - Ma se io gli portassi un tesoro mostruosamente grande... allora non dovrei più sposare quell'orrido Conte, no?
La portata delle parole della principessa e lo sguardo assolutamente incosciente dietro quegli occhi cerulei, mandano Odetta nel panico.
- Ma altezza! E' una follia, non posso permetterlo! Ammesso che esista (e non lo credo), il tesoro dell'Idra è nascosto da qualche parte a est, nelle terre dei barbari. Non è il posto per una principessa, quello! Ci sarebbe da combattere e da uccidere. E chi lo farebbe? Il vostro uomo di mondo, sensibile e dall'animo puro? - e detto questo scocca un'altra occhiataccia di rimprovero al Bardo. Che in quel momento sussulta e rompe una corda del liuto.
La principessa si morde il labbro inferiore, nervosa e indecisa. Alle uccisioni e ai combattimenti con briganti e mostri non ha pensato. Che fare?


ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI!!!

Cosa farà la principessa Cleofelia?

  1. Farà ingenuamente spallucce e si tufferà a capofitto in quest'avventura suicida, trascinando altri sventurati verso morte certa.
  2. Darà retta a Odetta e tornerà sospirando nelle sue stanze, preparandosi all'incontro con il misterioso e inquietante Conte Grigore.
  3. Ritenendo inverosimile il consiglio dell'uomo di mondo ripiegherà sui maghi della Gilda per ottenere un consiglio da uomini che di mondi ne conoscono addirittura diversi.
FATE LA VOSTRA SCELTA! (inserite la vostra preferenza nei commenti qui sotto, il voto degli iscritti al Bardo Doloroso vale doppio!)


Il Tesoro dell'Idra Purpureo giace in terre perigliose, guardato a vista da fiere spietate (attenzione: l'effettiva presenza dell'Idra non è garantita, la direzione rifiuta qualsivoglia responsabilità in caso di morte, non-morte e/o danni permanenti causati da uno o più elementi dell'avventura)

venerdì 6 luglio 2012

The Doctor Who Experience!

Un futuribile saluto a tutti, signore e signori, bambine e bambini! Sono Filostrato Utooro, della Gilda dei Viaggiatori nel Tempo, una branca della Scuola di Magia che si focalizza sui viaggi temporali! Quest'oggi sono qui per una comunicazione che lascerà senza fiato tutti gli amanti della fantascienza, in particolar modo gli appassionati di Doctor Who, la serie televisiva britannica nata nel lontano 1963 e mai interrotta.
Ed ecco la notizia: a Cardiff, in Galles, città ben nota agli amanti del Dottore per essere il luogo dove si svolgono le avventure del Torchwood, sta per aprirsi un'epocale mostra interattiva intitolata "THE DOCTOR WHO EXPERIENCE"!
La mostra si prospetta spettacolare, con una session iniziale che vi farà vivere la vostra personale avventura con il Dottore! Dalek, Cybermen, Sontaran... tutti i nemici del Dottore saranno riuniti lì per l'occasione e il viaggio vi darà l'occasione di visitare la fessura spazio-temporale! La mostra durerà almeno fino all'anno prossimo, perciò avete tutto il tempo e i voli low cost non mancano! Io stesso spero di poterla visitare!

Ecco il collegamento alla pagina ufficiale!

The Doctor Who Experience Official Page


E' un'idea per un viaggio a tema un po' diverso, soprattutto se siete amanti della serie come me!
A presto!

                                                                      F.Utooro

Asmodella, il nuovo Capitano!

Mwahahahaha! Udite, udite sudditi!

Come da me precedentemente annunciato, abbiamo trovato un nuovo Capitano delle Guardie di Palazzo, che gestirà anche la comune Guardia Cittadina. Sebbene i candidati siano stati molti, non abbiamo trovato in essi alcun elemento che riuscisse ad avvicinarsi alla prestanza e all'intelligenza del precedente, e ahimé caduto in disgrazia, Storm Brave. E viste le recenti e ripetute violazioni dell'ordine pubblico e della sacralità di questa Reale Bacheca, mi sono trovato costretto a ricorrere a mezzi meno convenzionali.
Perciò mi sono rivolto alla Gilda dei Maghi chiedendo un tutore dell'ordine che fosse efficiente, forte, spietato e che soprattutto non nutrisse alcun interesse per la lettura. Un'insensibile macchina di repressione, insomma. Ma state tranquilli, il Regno non la userà mai e poi mai contro la popolazione. Fidatevi. Potrei mai mentirvi?
Ahem... dunque, dov'ero rimasto? Ah, si! Perciò gioite, volgo! Abbiamo un nuovo Capitano, uno che tutte le altre città del Regno e dei paesi vicini ci invidieranno di sicuro! Lasciate che vi presenti... Asmodella!



...
...
...
Beh? Che sono quelle facce? E' una diavolessa, e allora? Se avessi voluto una persona normale non mi sarei certo rivolto alla Gilda, non credete? State tranquilli, le abbiamo messo un collare magico di costrizione. E' obbligata a obbedirci, anche se negli esami preliminari s'è dimostrata un po' troppo ansiosa di ricorrere alla frusta. Voi non fatela arrabbiare, d'accordo? E magari non guardatela nemmeno direttamente negli occhi, non si sa mai. Oh, e non toccatela. Odia essere toccata. Ma per il resto è assolutamente sicura. Garantito dalla Gilda. Perciò io, Archibald Lecter, qui e ora, mi libero di qualsivoglia responsabilità in proposito e do il benvenuto alla nostra nuova signora degli inferi! (applauso)
Nei prossimi due giorni la gilda provvederà a concludere il suo lavaggio del cerv... ehm... la sua rieducazione inculcandole i valori di pace e armonia civile che tanto amiamo nel nostro piacevole Regno. Dopodiché Asmodella pronuncerà il suo discorso d'insediamento e potrete constatare da soli che non c'è assolutamente niente da temere.

Con colpevole negligenza,

                                     Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re

giovedì 5 luglio 2012

La Povera Cleofelia Commissariata dalle Banche

- Archibald, come procede quella faccenda del matrimonio?
- Ssst! Abbassate la voce, Sire. La principessa è nell'altra stanza! - sussurra il segretario con aria cospiratrice.
- Bah, non capisco poi perché mi faccio condizionare in questo modo da quella ragazzina svanita! Io sono il Re, maledizione! Il RE! Non posso occuparmi del Regno e contemporaneamente far felice mia figlia!
- Porti pazienza, Sire. Sapete bene che la giovane Cleofelia è tale e quale alla sua povera madre...
- Già. Bellissima finché non apre bocca. - grugnisce il Re - Dopodiché fa l'effetto di un gatto randagio appeso allo scroto. Che dice di lei il suo precettore?
- Quale precettore, Sire?
- Ma sì, quel tizio di mezza età... il suo insegnante privato.
Archibald ci riflette un attimo, poi solleva entrambe le sopracciglia. - Oh, intendete forse messer Oldo de Vecchis?
- Ah, sì... giusto. ecco come si chiamava! Come sta? E' un po' che non lo vedo.
- Questo è un bene, Sire. Perché si da il caso che sia morto.
- Morto!? E come?
- Vecchiaia, Sire.
- Vecchiaia? Ma se era di mezza età!
- Probabilmente era nella metà più avanzata, Sire. In ogni caso, prima di abbandonare questo mondo crudele, il vecchio mi ha detto che per la principessa c'era ancora speranza e che sembrava notevolmente più sveglia di sua madre.
Il Re grugnì qualcosa e Archibald si chinò per udire meglio.
- Prego?
- Ho detto che forse avevo dei ricordi troppo buoni di sua madre, allora. Non capisco, eppure avrebbe dovuto prendere almeno un po' della mia intelligenza!
- Temo l'abbia fatto, Sire...
- Come dici?
- Nulla di importante, Maestà.
- Umpf. Ad ogni modo, ho trovato un gonz... un pretendente per la mano di Cleofelia cui sembra non importare nulla della sua stupidità e della sua assurda mania per i romanzetti rosa.
- E' sicuro, Sire? Cosa sappiamo di questo Conte Grigore?
- Solo le cose importanti - taglia corto il Re - tipo che è ricco sfondato, solo e senza eredi. Se riusciamo a fargli sposare mia figlia avremo poi accesso ai fondi per tenere a bada quei maledetti nani e la loro fottuta banca.
- Un piano geniale, Sire, certamente. - dice Archibald, annuendo - Ma c'è qualcosa che non mi convince. Questa Valgordia... è una regione un po' strana, le nostre spie mi hanno riferito voci decisamente disturbanti in proposito.
- Che genere di voci?
- Ecco... sembra sia una regione misteriosa, proprio al confine con i territori appartenenti alle tenebre. La popolazione è molto chiusa e superstiziosa e vive in piccolissimi villaggi separati da miglia di foresta buia. Circolano strane voci sulla casata dei Grigore, ma la gente si rifiuta anche solo di parlarne...
- Ma i soldi ci sono?
Archibald sospira e chiude gli occhi, depresso. - Sì, Maestà. I soldi ci sono.
- Allora non vedo alcun solido impedimento a questo matrimonio. - bofonchia il Re.
- A parte il fatto che non lo avete ancora detto a vostra figlia...
- Uff... pensavo di farle una sorpresa. Che c'è di male?
- Una... sorpresa, Sire? Un matrimonio di solito si pianifica con i diretti interessati. E poi il Conte sta venendo qui per conoscere la sua nuova sposa. Cosa gli direte quando arriverà? "Attendete in sala d'aspetto, caro Conte! Ho scordato di avvertire mia figlia che stavate arrivando!"
- Ho capito, ho capito... - il Re sprofonda nel trono. L'ultima cosa che vuole è affrontare una lunga ed estenuante discussione con Cleofelia, ma sembra che sia inevitabile, stavolta.
- Maledizione... non sopporto quella sua vocetta squillante.
- Abbiate pazienza, Sire. non appena l'avrete sbolognata al gonz...ehm... al Conte non dovrete più preoccuparvi di lei e il Regno sarà salvo. Ora decidete, faccio entrare l'esattore dei Nani che aspetta da sei ore in anticamera o convoco vostra figlia per la... ahem... lieta novella?
Il Re s'irrigidì all'istante. - Cleofelia! - sbottò senza pensarci - Portami lei. Se resisto a sufficienza può anche darsi che quel maledetto esattore crepi di vecchiaia, nel frattempo.
- Come desiderate, Sire...

CONTINUA...


La principessa Cleofelia

mercoledì 4 luglio 2012

Il Nuovo Capitano delle Guardie?

Leali sudditi del Regno,

Noto con dispiacere che nonostante le mie ripetute lamentele la sorveglianza della bacheca Reale lascia a desiderare come al solito. Ora quegli ignobili vandali dell'SSPN sfidano anche l'autorità del loro legittimo sovrano pubblicando deliri e improperi nei confronti di una potenza straniera? Ma siamo impazziti, per caso? Posto che non ho la più pallida idea di cosa siano gli USA, l'America e gli Stati Uniti, voglio sperare che parole espresse con tanta partigiana leggerezza non siano confuse con l'opinione del Re solo perché esposti sulla sua bacheca! (A quanto pare questa potenza potrebbe rivelarsi pericolosa e abbiamo già abbastanza problemi con Mors Tua e con la Banca dei Nani!) In ogni caso sono qui per prendere le distanze da qualsivoglia comunicato politico di dubbia provenienza, onde prevenire malintesi.
Comunque immagino che questo disastro sia imputabile solo a me stesso. Ho tardato a sostituire il Capitano delle Guardie e questo è quello che è successo. La soldataglia ha bisogno di qualcuno che li faccia stare in riga? Bene, ho proprio quello che fa per loro!
Tremate, gaglioffi! (sì, sto parlando a tutti, soldati, sudditi e SSPN) Quando la persona che ho in mente sarà qui rimpiangerete Storm Brave e tutte le sue fissazioni sull'onore, la lealtà e la gloria.

Con velenosa anticipazione,

                                       Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re

P.s: Vi do un indizio sull'identità del prossimo Capitano...



Babil 2 - The Returner ovvero Tempi Duri per gli USA

Salute, sono fratello Otaku, l'esperto di fumetti provenienti dall'estremo oriente dell'SSPN. Sto rischiando la mia giovane e inutile vita, oggi, per portare alla vostra attenzione un fumetto uscito a giugno su cui ho messo le mani: Babil 2 - The Returner. Seguito di Babil II, storia apparsa in Giappone nel 1971, quando le proteste studentesche contro il trattato di Sicurezza Nippo-Americano raggiungevano il loro apice, Babil 2 - The Returner continua ai giorni nostri.
Il nostro eroe è un misterioso ragazzo, il discendente di un alieno che a suo tempo costruì nientemeno che la Torre di Babele. Il misterioso edificio esisterebbe ancora, protetto dagli occhi del mondo e al suo interno sarebbe custodita una potente intelligenza artificiale, nonché una tecnologia avanzatissima e un'innovativa fonte d'energia che fanno gola a molti, Stati Uniti in testa.



Se negli episodi precedenti, oltre alla superpotenza americana il nemico principale era Yomi, anch'egli discendente da Babil I e deciso a creare un nuovo ordine mondiale, in questo seguito Babil II riappare in Giappone dichiarando apertamente guerra agli USA con l'aiuto dei suoi tre potentissimi servitori: la pantera mutaforma Rodem, Poseidon, l'arma organica signora dei mari e Ropross, il Signore dei Cieli.
Ho letto il primo volume (in Giappone per ora ne sono usciti 4 ed è tutt'ora in corso) e devo dire che l'ho molto gradito. La forza combinata di questi quattro eroi è riuscita ad avere la meglio sulle strapotenti forze americane che non hanno potuto fare altro che soccombere davanti ai micidiali poteri ESP di Babil II. Almeno per ora.
In quanto intimamente avverso alle politiche imperialiste statunitensi, mi sono divertito non poco nel vedere, almeno nella finzione, la più potente nazione del mondo andare nel panico di fronte ad un avversario finalmente alla pari. Sì, perché a quanto sembra (ancora non si è capito con certezza, ma narrativamente parlando credo sia necessario) Babil non è invulnerabile totalmente, anche considerando i suoi immensi poteri di rigenerazione. Per evitare la noia di un effetto Superman, gli autori hanno inserito degli espedienti narrativi volti a rendere le battaglie più emozionanti e a non far riporre troppa fiducia nell'onnipotenza dell'eroe (che comunque è un dilatatore di deretani non indifferente).
Nella storia fanno capolino anche personaggi della vecchia serie e soldati speciali cui tempo addietro era stato iniettato il sangue di Babil per ottenere i medesimi poteri ESP e di rigenerazione dell'originale. Con quali risultati lo dovrete scoprire da soli. E poi chi è la misteriosa e diabolica Chris Sander, Segretario di Stato americano?



Il disegno è molto gradevole, impreziosito da sfondi curati, tratti decisi e ombre marcate. C'è forse qualche momento di confusione durante le scene più concitate, ma niente che non possa essere superato con una veloce e attenta rilettura.




Insomma, questo nuovo Babil II sembra deciso a impedire all'America di creare un nuovo ordine mondiale, arrivando a paragonare la superpotenza al cattivo della vecchia serie (che non è detto non possa riapparire anche in questa). Per preservare l'equilibrio del mondo il nostro eroe darà fondo a tutti i suoi poteri.
Divertente, vero? L'uscita di un fumetto del genere in questo periodo storico da' un'idea dei malumori che ancora covano tra la popolazione del Sol Levante nei confronti degli Usa e dei nuovi malumori del mondo intero nei confronti degli arroganti sceriffi a stelle e strisce e delle loro politiche estere dedite all'accaparramento selvaggio di risorse e potere.




Un altro argomento interessante, per quanto mi riguarda, è il concetto di fragilità della quotidianità. Grazie al fantastico e alla fantascienza di stampo più politico e sociale (di cui si legge troppo poco, ma che non guasta mai) possiamo simulare possibili evoluzioni dello stato attuale delle cose e comprendere più facilmente la fragilità strutturale della società che ci circonda, che noi spesso diamo per scontata e che crediamo ormai solida e immutabile. L'inserimento fantastico di un ragazzo quasi onnipotente che fa ciò che moltissimi paesi nel mondo vorrebbero fare ma che è nella pratica precluso, ci mostra quale sarebbe la prevedibile reazione di un paese che già in precedenza non ha esitato a portare la guerra totale su tutti i terreni e in tutti gli ambienti, arrivando a limitare la libertà dei suoi stessi cittadini e degli abitanti del pianeta intero, a torturare, rapire e uccidere nel nome della guerra ad un misterioso "terrorismo" di cui, a tutt'oggi e all'atto dei fatti, non si è ancora capita l'esatta natura e provenienza.
E allora godiamocelo, questo Babil 2 - the Returner, mentre fa assaggiare a coloro che si sono sempre vantati di avere la pistola più lunga un po' della loro stessa medicina.
Quelli di voi che invece fossero accaniti sostenitori degli Stati Uniti in quanto paladini del bene (ahahaha) o guardiani dell'ordine e della pace (bwahahahaha... oddio, basta, vi prego... non ce la faccio più...) potrebbero trovare disturbante il contenuto di questa serie. Ciò nondimeno vi invito a leggerla a mente aperta e a porvi sempre le giuste domande.
Magari non arriverete alle giuste risposte, ma sarà pur sempre un inizio.

Ora scappo, la ronda si avvicina! Alla prossima!

                                                             Fratello Otaku (SSPN)

martedì 3 luglio 2012

Cattivi Consigli 6

Abominevoli e putrescenti creature della notte, io vi porgo i miei saluti da un'igienica distanza di sicurezza. Sono il vostro beniamino delle malefatte, il vostro paladino dell'oscurità, il vostro chef a cinque stelle del dolore! Rieccomi a voi con i miei sagaci consigli per conquistare passo passo l'universo senza sudare troppo.
Oggi parliamo di un concetto che è estraneo a molti di voi per ovvi motivi, ma che dovrebbe essere ripreso proprio perché finora gli altri metodi non hanno mai funzionato. Avete indovinato? Bravi, è proprio lei: la Strategia. Ebbene sì, l'abbiamo persa tempo fa, chi più chi meno. Una volta l'appellativo "signore del male" veniva utilizzato per indicare un personaggio dalla diabolica intelligenza, un tessitore di trame agghiaccianti, un invisibile burattinaio che tirava i fili di un gioco immenso e che piombava sugli eroi come un falco prima che questi avessero anche solo la possibilità di gridare "cura ferite!"
Oggi viene utilizzato da cani e porci, per chiunque abbia qualche ideuzza malvagia passabile e cerchi di realizzarla attaccando a testa bassa come un toro, munito degli inutili eserciti di orchi e goblin di cui abbiamo già parlato in precedenza. Così non va bene, quello di solito lo fanno gli eroi, non i cattivi. Attaccare a testa bassa è da imbecilli, capito?
Tornate ad usare la testa, maledizione! E se serve la diplomazia, parola che a molti di voi fa orrore. No, potete stare tranquilli, la diplomazia non è da femminucce. Prendete esempio da quel savio marpione di Palpatine, l'Imperatore oscuro di Star Wars. A parte peccare alla fine del Ritorno dello Jedi e venir meno alla regola aurea di uccidere il proprio nemico appena se ne ha l'occasione, subito e senza sciorinargli un polpettone filosofico di ore, per tutta la durata della nuova trilogia Palpatine è stato un Signore del Male con le maiuscole. Un vero bastardo di prim'ordine. Un ragno tessitore. Prima che quegli imbecilli del consiglio Jedi, troppo impegnati a sentire tremiti nella forza provocati dalla morte di un moscerino dall'altra parte della galassia, potessero accorgersi che l'uomo seduto accanto a loro era il più potente Sith della storia, la trappola era scattata.



"Nella merda finiti erano", come avrebbe detto il vecchio Yoda. Evidentemente nella Forza non c'era campo quando un esercito di milioni di soldati si è rivoltato tutto in una volta contro i loro antichi alleati, decimandoli senza troppi problemi. Ma questa è un'altra questione. Usare una raffinata strategia ha fatto sì che Palpatine instaurasse un vero e proprio dominio di terrore galattico durato anni. Un applauso se lo merita, quindi, nonostante gli errori di cui sopra. Sì sa, con la vecchiaia sopraggiunge la demenza e anche l'Imperatore alla fine ha ceduto. Ma voi siete ancora vivi, giusto? O almeno la maggior parte di voi, non è vero cari non-morti?
Quindi, per riassumere, che abbiate o no impulsi nervosi nel vostro cervello, create con cura la vostra trama e fate un brutta sorpresa a quel branco di stupidi eroi da operetta!

Mi congedo da voi stringendovi la mano dopo essermi grattato vigorosamente le pudenda.

                                                        Mors Tua